NIMBY- COME SUPERARE QUESTA SINDROME?

 

discarica

Chi non conosce la classica sindrome NIMBY (Not In My Back Yard, traduzione lett. “Non nel mio cortile).

Tutti favorevoli ad un inceneritore(noi no), ad una discarica(noi no nel limite del possibile), basta che si risolva la crisi dei rifiuti, ma per favore lontano da casa mia.

DOVETE risolvere il problema ma questo problema lo risolvete a casa vostra, lontano dal mio ‘culo’.

Premesso che ad oggi nulla di ufficiale è stato compiuto per quanto riguarda la famosa discarica e quindi il gioco dei volponi politici, che per due voti in più si venderebbero pure la moglie, è un grande bluff, aizzano i cittadini spaventandoli su basi ipotetiche.

Ricordo ai più che c’è stata una ORDINANZA della regione che OBBLIGA il comune ad indicare dei siti dove poter portare i rifiuti della capitale, pena eventuale denuncia in procura per omissione di atti per non aver rispettato tale disposizione.

Questo obbligo però non POTRA’ DEROGARE alle norme ambientali e di salute pubblica,  ed è stato detto chiaramente e ribadito che non verrano aperte discariche dove queste norme non verranno rispettate.

Chi fomenta in questi giorni i cittadini dovrebbe dire anche queste cose e non creare quel clima di terrore tra le persone.

Una comunità agisce insieme, trovando le soluzioni idonee a questo problema che affligge tutte le città del mondo purtroppo.

Roma non è una piccola realtà, è enorme ed enorme è la quantità di rifiuti che si producono. 5 milioni di persone al giorno in media. 5 milioni che producono rifiuti.

La Regione Lazio dovrà approvare un piano rifiuti regionale(ASSENTE DAL 2012) in base anche alle indicazioni comunali, che però lo ripeto NON DOVRANNO DEROGARE ALLE NORME AMBIENTALI, quindi la domanda è:

La regione che farà?

Approverà dove non si può?

Non credo proprio.

Ognuno di noi deve fare la propria parte, il comune indicherà i siti e insieme alla regione nel piano regionale dei rifiuti troverà il sito richiesto ma solo dopo aver garantito la salute pubblica e le norme ambientali, noi (i cittadini) dovremmo fare la nostra parte, differenziando al massimo, riducendo l’indifferenziato al limite delle nostre possibilità, portando in discarica il minimo essenziale. Rifiuti zero purtroppo è ancora un miraggio.

Solo agendo insieme potremmo trovare le soluzioni necessarie e se si dovesse trovare una soluzione scomoda, ma in regola con tutte le caratteristiche previste dalla legge a tutela di tutti, senza propaganda, agendo, insieme per il bene di tutta la città, non ci sarà giardino che tenga.

Il NIMBY dovrà rimanere un problema dei soliti fomentatori per creare divisioni tra cittadini, uniti ce la possiamo fare e se vinciamo questa guerra vinceremo come comunità.

Una cosa è certa, chi è alla guida di questo comune, se ancora non lo avete capito, è un cittadino che si muove nell’esclusivo interesse dei romani, non per i noti interessi che girano sui rifiuti.

E se non lo avete ancora capito forse avete un problema di comprensione.

Il tempo è galantuomo, ai posteri l’ardua sentenza.

 

 

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