Semplicità…una parola rivoluzionaria

digilander.libero.it

L’altra sera mi trovavo alla stazione per tornare a casa,mi è capitato tra le mani un giornale che distribuiscono gratuitamente e ho letto una bella intervista all’ambientalista Vandana Shiva.

Ho letto un suo libro un po’ di tempo fa, una signora molto preparata e devastante per le cose che dice e  per la semplicità di come fa capire cose molto complesse.

Nel suo paese, l’India, si sono suicidati 270 mila contadini dal 1995. Queste le sue parole:

Analizzando la crisi del 91 scoprii che un terzo del debito erano spese imposte dalla banca mondiale per finanziare infrastrutture costruite da imprese estere.

In questo caso si può ben parlare di debito di democrazia al servizio di interessi e profitti.

Continua dicendo: Come per la vostra TAV.Bisogna chiedersi: è nata da un bisogno democratico o dalle richieste a livello europeo di un incremento delle infrastrutture italiane?

Quante aziende italiane effettivamente vi partecipano? Quanta ricchezza porta alla comunità?

Ci hanno spiegato che abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, da qui l’esigenza dell’austerità.

Bisogna distinguere austerità e semplicità.

La semplicità garantisce il benessere rinunciando al superfluo.

L’austerità è imposta dall’esterno per finanziare altri progetti ad esempio la tav.

Per me, continua Vandana Shiva, l’austerità è violenta e immorale perchè spinge la società verso il circolo vizioso dell’indebitamento, perché privatizza i servizi vitali, acqua, salute, educazione.

Quando dico tornare alla terra penso alla necessità di uscire dal sistema di schiavitù della finanza, una grande fabbrica di fiction, come Hollywood, che ha creato tragedie per molti e successi per pochi.

E’ l’arroganza del broker che viene in Italia per cambiare il sistema perchè lui possa fare più soldi, mentre si allargano le differenze tra ricchi e poveri come mai in Europa.

Il punto è cambiare mentalità.

In Italia, la vostra forza è stata la creatività e l’artigianalità.

Ma l’attuale sistema di globalizzazione ne uccide la creatività e la dignità del lavoro.

Dalla filiera alimentare invece si può ripartire per creare lavori con un significato ed un rispetto della terra.

O si continua con questa economia fittizia basata sul furto delle risorse alla terra, e alle persone, con il meccanismo del debito, o ci muoviamo verso un economia che ridia valore alla natura.

Questa intervista a questa donna è fantastica, queste parole semplici sono rivoluzionarie,

la semplicità è rivoluzionaria e noi dovremmo ripartire dalla semplicità delle cose.

 

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